





UNA MIRADA FOTOGRAFICA.
La transmutación química, mística y mágica de la fotografía, la transformación esencial de una imagen pasando de un estado a otro, la alquimia como símbolo de transformación en la búsqueda de recientes vivencias éticas y estéticas, que tienen que ver con lo material y lo espiritual.
La captura del paso del tiempo, la evolución, el envejecimiento, la huella que va dejando el tiempo en su paso sobre los objetos, y a su vez los objetos en el tiempo, se revela la transformación, el devenir y la memoria sobre un fondo foto sensible, escrito por el sol y la luna, la lluvia y la sequía, la noche y el día, el frio y el calor.
Trabajar en la subjetividad del tiempo de exposición en fotografía, el que difiere del tiempo cronológico habitual, es la experiencia personal donde el tiempo y la fotografía sin cámaras se convierten en la confusa posibilidad de generar nuevos diálogos internos de hacer fotografía, y porque no, cinematográficos, rompiendo con una narrativa lineal que cuestiona la veracidad de la imagen fotográfica, abriendo un espacio fértil a la imaginación a quien crea y mira la obra. El tiempo como un elemento aliado para la creación y construcción de nuevas realidades
visuales.
UNO SGUARDO FOTOGRAFICO.
La trasmutazione chimica, mistica e magica della fotografia, la trasformazione essenziale di un'immagine nel passaggio da uno stato all'altro, l'alchimia come simbolo di trasformazione nella ricerca di recenti esperienze etiche ed estetiche, che hanno a che fare con il materiale e con lo spirituale.
La cattura del trascorrere del tempo, l'evoluzione, l'invecchiamento, l'impronta che il tempo lascia nel suo passaggio sugli oggetti, e a loro volta gli oggetti nel tempo, si rivela così la trasformazione, il divenire e la memoria su un fondo fotosensibile, scritto dal sole e dalla luna, dalla pioggia e dalla siccità, dalla notte e dal giorno, dal freddo e dal calore.
Lavorare sulla soggettività del tempo di esposizione in fotografia, che differisce dal consueto tempo cronologico, è l'esperienza personale in cui il tempo e la fotografia senza macchina si trasformano nella confusa possibilità di generare nuovi dialoghi interni sul fare fotografia, e perché no, cinematografici, rompendo con una narrativa lineare che mette in discussione la veridicità dell'immagine fotografica e aprendo uno spazio fertile all'immaginazione di chi crea e di chi guarda l'opera. Il tempo come elemento alleato nella creazione e costruzione di nuove realtà visive.
LUCTO
Roma 2026.